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Imparare tango online – Lezione zero

Leggendo le statistiche degli accessi a questo blog ho trovato che spesso chi arriva da queste parti sta cercando come imparare a ballare il tango argentino online.

Il dubbio più diffuso tra chi vorrebbe imparare il tango argentino è proprio quello che possa essere un ballo troppo difficile. Magari è per questo che c’è chi cerca delle lezioni online: per scoprire quanto difficile possa essere in realtà ed arrivare già preparato ad un corso. O forse per supplire a delle necessità sorte durante un corso regolare.

Come per ogni tipo di ballo, imparare da soli è difficile, ma non impossibile. Considerate, però che l’aiuto di un maestro rende l’apprendimento più facile e veloce, evita che si imbocchino dei percorsi che non portano da nessuna parte e soprattutto rende l’apprendimento del ballo un’esperienza divertente e sicura. Sempre che si scelga un maestro qualificato. Ballare è e deve essere un’esperienza divertente, non una corsa ad ostacoli in cui chi sopravvive vince. Voleos, volcadas e ganchos non si apprendono al prezzo di fastidiosi strappi muscolari, ma attraverso un percorso che tenga conto della preparazione e delle capacità degli allievi: ci si arriva per gradi, avendo in mente dove si vuole arrivare ed in quanto tempo. Non è raro, purtroppo, che maestri più o meno qualificati insegnino nei corsi per principianti figure che richiedono una certa preparazione tecnica per poter essere eseguite: il risultato è che nelle migliori delle ipotesi si finisce con l’apprendere dei difetti da cui sarà difficile liberarsi. Nella peggiore, si va a casa con uno strappo che vi costringerà ad un mese di inattività o con un mal di schiena tutt’altro che salutare. L’apprendimento di un ballo è proprio il caso in cui chi va piano va sano e va lontano.

Comunque, a dispetto di quanto normalmente si creda, il tango argentino è un ballo molto molto semplice: la sua potenza sta nel fatto che i movimenti di base non sono per nulla complicati. Non c’è un passo base da apprendere, né ci sono delle sequenze di passi da sapere a memoria per potersi considerare dei ballerini.

Come ho già scritto in un altro post su questo blog, in media dopo tre mesi di corso (ogni settimana un’ora e mezza di lezione ed un’ora di pratica per ripassare le nozioni apprese) si può tranquillamente andare a ballare in milonga (il nome dei posti dove si balla tango) senza sfigurare.

Probabilmente, l’idea che il tango sia difficile nasce nell’ambiente del ballo da sala, dove l’approccio al ballo è completamente diverso: tipicamente, nel ballo di coppia ognuno impara a perfezione la propria parte separatamente e soltanto quando questo processo è giunto a perfezione ci si mette insieme a ballare. Questa cosa assolutamente non accade nel tango argentino, dove non si imparano “passi”, ma si impara a comunicare senza parole con il proprio partner di ballo.

In poche parole: per ballare il tango argentino è necessario imparare abilità e non coreografie.

A differenza della maggior parte dei balli di coppia, il tango argentino non ha un passo base, è invece un ballo in cui sono privilegiate l’improvvisazione e la comunicazione all’interno della coppia, pertanto non ha assolutamente sequenze o coreografie precostituite.

Va da sé, comunque, che in un corso per principianti le basi siano presentate sotto forma di piccole sequenze a difficoltà progressiva, per consentire a chi apprende di familiarizzare col “vocabolario” del tango. In seguito, però è assolutamente necessario che tali sequenze siano smontate e rimontate dai singoli ballerini sotto forma di personali invenzioni e variazioni, altrimenti non c’è vera danza, ma meccanica ripetizione di passi. E addio comunicazione! Non esistono passi sbagliati nel tango, a patto che la coppia sia in grado di gestire eventuali situazioni inaspettate, senza che nessuno si accorga di un eventuale malinteso tra i due. Un bravo ballerino non fa accorgere neppure la sua compagna che ci sia stato un imprevisto.

Ballare è una forma di comunicazione non verbale e ballare un tango lo è ancor di più a causa della sua natura: l’improvvisazione, intesa non come realizzazione affrettata, poco curata, senza preparazione della danza ma come invenzione e generazione della danza nel momento stesso dell’esecuzione in base all’ispirazione del momento, è la principale caratteristica del tango argentino. Due tanghi non saranno mai uguali, neppure se ballati dagli stessi ballerini sulla stessa musica. Per raggiungere tale risultato, però, è necessario lavorare su se stessi, sulla propria tecnica e sul proprio modo di comunicare. Il bello ed il brutto del tango è proprio che non si finisce mai di imparare!

Quando si impara una nuova lingua, nessuno pretende di essere un abile oratore in tale lingua in breve tempo, neppure se si maneggia la propria lingua con eccezionali capacità. Questo vale a maggior ragione quando si impara un nuovo ballo: per imparare sarebbe addirittura meglio non avere alcun tipo di esperienza precedente piuttosto che essere molto bravi in un’altra forma di ballo (danza classica, balli latino-americani, balli da sala…).

In particolare, chi proviene dalla danza classica fa molta fatica ad apprendere la postura del tango (che nel tango argentino è fondamentale), ad entrare nell’ordine di idee del “guidare-seguire” e fa fatica a non avere dei passi e delle sequenze da imparare a memoria.

Chi balla salsa, invece, ha la tendenza a muovere il bacino e ad ancheggiare: cosa normale nei balli cubani, ma assolutamente da evitare nel tango argentino.

Ovviamente, queste sono delle generalizzazioni: uno dei nostri migliori allievi è proprio un ballerino di salsa, il quale dopo meno di un anno ballava come normalmente si balla dopo tre anni. Quando andava a ballare gli chiedevano da quanto tempo avesse iniziato: rispondeva che erano dieci mesi e nessuno gli credeva. A volte persino io che l’ho visto iniziare mi dimentico da quanto relativamente poco tempo abbia iniziato a ballare!

Tornando all’apprendimento del tango online, o attraverso dvd e videocassette, se volete cimentarvici, non mancate comunque di informarvi sul posto più vicino a voi dove si tenga una “practica”, un posto, cioé, dove sarete liberi di sperimentare quello che avete imparato e dove troverete altri studenti di tango argentino che stanno facendo lo stesso, coi quali sarà utile scambiare idee, proposte, soluzioni, invenzioni… D’altra parte, è così che è nato il tango: da un crogiolo di idee!

Se siete arrivati a leggere fin qui, allora siete pronti per una lezione online di tango argentino, a proposito di quello che ogni tanguero dovrebbe sapere:

Lezione zero: ascoltare la musica. Per questo esercizio non avete bisogno di un partner, ma di un po’ di tempo tutto per voi. Procuratevi un tango o ascoltate la radio online dedicata al tango la 2×4 che trasmette 24 ore su 24 in diretta da Buenos Aires all’indirizzo http://la2x4.com.ar/ e cominciate a familiarizzare con la musica. Chiudete gli occhi. Ascoltate la melodia. Cercate di indovinare il ritmo. Soltanto quando vi sentirete completamente avvolti dalla musica, aprite gli occhi e muovete i primi passi. Se siete sicuri di non inciampare in nulla, osate addirittura camminare ad occhi chiusi. Lasciatevi rapire dalle note.
Per quanto vi possa sembrare strano, state già ballando il vostro primo tango.

by Milonguita @ 16:29

 

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