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Il popolo del SUV nel tango

Vedo con molto dispiacere una gran pochezza nella vita e anche nel tango.

Il ballo più bello del mondo, usato, sfruttato, divorato, rovinato…

Feste di tutti i tipi e generi che col tango nulla c’entrano, tango deriso, tango umiliato per beceri motivi economici.

Ballerini che non amano davvero il tango ma solo la sua parte esteriore, il doversi realizzare in qualche modo, il voler apparire a tutti i costi, un po’ come comprare il suv per girare in città.

Imparare figure a volte assurde pur di far vedere quanto siamo bravi ( o ridicoli?) con pose da tanguero caricaturali.

Il tango è ascolto, ascolto della musica e del partner per creare un momento unico ed irripetibile.

Tutto il resto è NOIA già vista

 

Giuseppe Scarparo Maestro Fattiditango

 

 

4 pensieri riguardo “Il popolo del SUV nel tango

  1. Quindi non sono pazza. Mi sono appena avvicinata al tango, non sono principiante, praticamente gattono!. Ogni volta è una tortura stare tra le braccia di chi ostenta tecnica e “dialettica corporale”. Ascolto e non capisco il contorno di quella che per me è l’essenza del Tango, la comunicazione. Resisto solo per la magia che il Tango mi fa sentire.
    Bel post!

  2. La soluzione c’è ed è semplice, basta non ballare più con certi elementi o fargli capire che non appezzi le loro evoluzioni.

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