Uncategorized

lettera di una nuova allieva

perché un corso fattiditango?
leggi questa lettera
mi è stato chiesto di pubblicare questo scritto.

PERCHÉ IL TANGO

Il tango è un ballo che si sceglie intorno ai 40 anni. Perché? Mi sono chiesta io stessa perché avessi avuto la voglia di iscrivermi ad un corso di tango.

Un percorso strano, che arriva al desiderio di ballare direttamente dalla musica. Ascoltare un tango mi ha regalato la sensazione soave di non essere sola.

Le note inesorabili della malinconia di un tempo perduto. Quelle più briose di una speranza nuova. Ascoltare più volte lo stesso pezzo di tango non è monotono per me, ma è come assistere alla ciclicità delle stagioni, con il freddo di un inverno che arriva raggelandoti e poi il tepore della bella stagione che torna riscaldarti di nuovo, a donarti nuove emozioni.

Mi hanno chiesto perché il tango?
Riesco a rispondere a me stessa solo oggi. In astinenza da tango da due settimane.
Muovo ancora appena i primi passi, ma sento di avere una voglia infinita di un pavimento liscio sul quale consumare le suole delle mie bellissime scarpe rosse.

Il tango…. Perché? E perché si sceglie intorno ad una età importante come i 40?

Perché il tango è una storia di vita, condensata in pochi minuti…. Amori finiti, ricordi incombenti, malinconie e speranze. Non è forse intorno ai quaranta che si inizia a fare un bilancio della propria esperienza di vita? E la sensualità del tango non è forse perfetta metafora di quella voglia incredibile di fare l’amore che nasce dal bisogno quasi disperato di cancellare un dolore, una delusione, una perdita?

Ho avuto la fortuna casuale ed incredibile attraverso un passa parola di entrare in una scuola di tango per la lezione di prova, un paio di mesi fa.
L’accademia #fattiditango.
Inaspettatamente mi ha regalato una emozione incredibile con una lezione in cui sono entrata in contatto, occhi negli occhi, con i miei ormai compagni di corso. Ne sono rimasta colpita, entusiasta, emozionata fino ad avere, dopo molto tempo, nel petto un moto di felicità ed un sorriso da orecchio ad orecchio.

Scambiato uno sguardo, mi è parso di potermi affacciate con rispetto, nella vita di un altra persona. I dettagli non importano. È stata la sensazione, come ascoltando il tango, di essere in mezzo a persone che, come me, hanno una storia da raccontare.
In una sala da tango i segni del tempo non contano se non perché raccontano che hai percorso già un bel tratto del tuo cammino, ed è bello sentirsi valorizzati da questo, in controtendenza alla spasmodica ricerca di giovinezza eterna che regna nella nostra società.

Ed è una grande emozione sedere vicino a donne di varie età, nell’attesa di una tanda, perché vivo la sensazione di condividere un tratto di cammino con loro.

La scuola che frequento è particolare, speciale direi. Il maestro è Giuseppe Scarparo. Un uomo di una 50ina di anni che ha la stoffa del vero insegnante.
Perché? Perché si legge la passione vera di far si che i suoi allievi conquistino, attraverso regole ferree di rispetto degli altri e del tango, una cosa meravigliosa….. La libertà di esprimersi attraverso il corpo interpretando la magnifica musica del tango.
Perché non insegna coreografie, ma come un padre artistico insegna il fondamento di valori ed i concetti di fisica e meccanica che è stato capace di fondere nel suo metodo unico di insegnamento.
Un vero insegnate insegna ad imparare, lo dico da sempre.
Insegnando a sentire, seguire, guidare, rispettare gli spazi e i codici non scritti e non verbali del tango ci sta dando una lezione di “vita” nel senso che ci insegna il senso del tango ancora prima dei passi…. Ed il tango è davvero una delle più grandi metafore di vita che mi sia capitato di incontrare.

Il tango, spero di poterlo ballare, e bene, un giorno, sarebbe per me magnifico come capacità di espressione di una parte di me….. Ma anche non fosse…. Mi resta l’illusione di possederne almeno un poco il senso profondo…. E sento vibrare dentro di me quelle note, che continuano a suonare, anche quando le scarpe sono state riposte nel loro involucro e le luci sono spente sul parquet ormai deserto della sala.

EMANUELA CARETTA

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...